Ecco i Google Glass, gli occhiali per la realtà aumentata

28 giu

Eccoli!

Sono stati presentati oggi 28 giugno 2012 i Google Glass, gli occhiali per la Realtà Aumentata di Google di cui qualche mese fa erano uscite delle anticipazioni:

Nell’ambito della conferenza Google I/O 2012 di San Francisco, è stato organizzato un lancio spettacolare: sul tetto del Moscone Center sono atterrati dei paracadusti che indossavano i Google Glass; con gli occhiali hanno ripreso e trasmesso in diretta a tutti i presenti in sala il volo da circa 2000 metri di altezza:

Gli occhiali sono in fase prototipale; all’inizio del 2013 Google li distribuirà agli sviluppatori americani interessati che potranno intervenire per migliorare la tecnologia e sviluppare nuove app.

Una versione meno costosa (quella degli sviluppatori costerebbe intorno ai 1500 dollari) all’inizio del 2014 dovrebbe essere disponibile per il mercato.

Indossando gli occhiali in un futuro assai prossimo potremmo interagire con la realtà che ci circonda e con i nostri contatti social mentre camminiamo per strada.

Ma c’è anche chi sottolinea gli aspetti più delicati di questa esperienza immersiva!

 

Memoria e digitale, il caso di un archivio di danza contemporanea

27 apr

A proposito di memoria e digitale, segnalo un progetto che riguarda le arti performative.

Si tratta del Siobhan Davies Archive, archivio digitale che raccoglie materiali e documentazioni sulle coreografie dell’artista inglese Siobhan Davies, una delle personalità più rappresentative della danza contemporanea.

L’archivio è il frutto di un lavoro di documentazione della memoria assai complesso; quella che impressiona è la ricchezza con la quale ciascun dato (video, audio, testo etc) è stato descritto. Non solo: ogni dato, come è nella natura degli archivi, apre ad una mole impressionante di correlazioni che qui -ed è un piacere riscontrarlo poichè non sempre è scontato- sono chiare, immediate, autonome nella loro capacità comunicativa: chiaro è  il punto di partenza e quello di arrivo e la tipologia di risorsa che ogni volta si sta per consultare.

Detta così, sembra la prima elementare regola di un normale progetto di documentazione, epperò…mica è così facile trovarne; nella pratica, la regola assai talvolta si perde :-)

Davvero un bel progetto che verrà presentato nell’ambito della conferenza internazionale ECLAP sulle arti performative e il mondo digitale, a Firenze dal 7 al 9 maggio 2012, presso il Convitto della Calza.

(Per inciso, ci siamo anche noi – Stefania Chipa, Gianluca Simonetta, Luca Toschi – con un intervento dal titolo Museum outside the Museum. Real environment Storytelling).

 

App e social media per rilanciare il turismo

20 mar

Come usare la rete, le app per i cellulari e i social media per incentivare il turismo: “Post from Japan” è un progetto svedese che ha come obiettivo  accrescere la presenza dei turisti in Giappone che, dopo lo tsunami, sono calati del 37%:

 

 

 

 

 

Niente cultura, niente sviluppo. A firenze un workshop sui finanziamenti liberali in cultura

6 mar

“Niente cultura, niente sviluppo” è una delle frasi che in questi giorni ci è capitato di leggere spesso sui media, frase simbolo di una riflessione più ampia sul valore della cultura come strumento di sviluppo anche economico di cui il Sole 24 Ore qualche giorno fa si è fatto promotore (cfr. la proposta per una costituente della cultura).

Per inquadrare la questione nella sua complessità, crediamo che possa essere utile un’iniziativa sul tema delle erogazioni liberali in favore del patrimonio culturale organizzata per il 9 marzo 2012 dalla Direzione Cultura, Turismo e Sport del Comune di Firenze.

“Misure per attivare una ‘economia della cultura’: le erogazioni liberali ex art. 38 L. 342/2000”, questo il nome dell’iniziativa, si svolgerà dalle ore 14:30 alle 19:00, presso la Sala degli Specchi del Palazzo Vivarelli Colonna in via Ghibellina 30 a Firenze. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti gli interessati; per motivi organizzativi è necessaria la prenotazione a centrostoricounesco@comune.fi.it.

Il workshop approfondirà i contenuti e le funzioni dell’articolo n. 38 della L. 342/2000 (TUIR), “Erogazioni liberali a favore di soggetti pubblici e privati che finanziano interventi sul Patrimonio Culturale”. Questo strumento legislativo consente ai privati che decidono di investire in progetti culturali una deduzione integrale dei finanziamenti dal reddito d’impresa. Una possibilità ancora poco conosciuta, ma che può essere strategica  per sostenere quel sistema cultura, il cui potenziamento è riconosciuto come elemento imprescindibile per la competizione globale.

Il workshop si aprirà con i saluti del vicesindaco Dario Nardella, di Stefano Santi, Presidente dell’Ordine dei Commercialisti e Ragionieri e di Stefano Pozzoli, Presidente della Commissione Enti pubblici e non profit.
Sarà presentato nella sua articolazione da Laura Longo della Direzione Cultura del Comune di Firenze e da Francesca Cassandrini, Dirigente del Servizio Economico Finanziario del Comune di Firenze.
Seguiranno poi gli interventi di Maddalena Ragni (Direzione Regionale della Toscana, Ministero dei Beni Culturali) , Antonella Martini (Dottore Commercialista, Revisore Legale dell’ODCEC Verona), Berardino Librandi (Capo Ufficio Fiscalità Generale, Direzione Regionale della Toscana – Agenzia delle Entrate), Mario Curia (Delegato Cultura della Confindustria di Firenze), Gabriele Berlincioni (Membro della Giunta Camera di Commercio di Firenze), Maurizio Frittelli (Gruppo Cultura-Impresa, ConfEsercenti Firenze).
La discussione sarà moderata da Antonio Scuderi, Managing Director Area Cultura del Gruppo 24 Ore.

Il workshop è valido ai fini della formazione professionale continua obbligatoria per i Dottori Commercialisti ed Esperti contabili.

Scarica il programma.

 

 

Internazionale: la Realtà Aumentata è una fuga dalla realtà?

5 mar

Anche la rivista “Internazionale” si confronta con la tematica della Realtà Aumentata con una riflessione di Christian Caujolle pubblicata sul numero di questa settimana.

La Realtà Aumentata è un modo per stare o per sfuggire dalla realtà?

Questo spunto di riflessione Caujolle lo articola nell’ultimo paragrafo dell’articolo:

L’individuo, in simbiosi con il suo schermo, potrà soddisfare il suo bisogno di autonomia. Ma oltre ad accentuare il nostro isolamento, che significa questa necessità di “aumentare” la realtà che sperimentiamo con delle informazioni in diretta? Si tratta di un’insoddisfazione rispetto al mondo così com’è? La voglia di sostituire – con nostalgia – il presente con un passato già vissuto che possiamo soltanto interpretare? A meno che “aumentare” la realtà non sia un modo per soddisfare il bisogno continuo di sfuggirgli.

 

Realtà aumentata e cultural heritage: ricerca di partner europei

6 feb

immagine tratta da http://www.chirange.com/indoor-tracking-solutions/Se siete interessati a partecipare a un progetto europeo su Augmented Reality e cultural heritage, vi segnalo questa ricerca di partner che mi è arrivata stamattina.

E’ di un’azienda spagnola, Optiva Media, che si occupa di media e tv digitale.

CARMA (Cultural Augmented Reality Mobile Application) è il progetto che propongono: si pone come obiettivo di sviluppare una app mobile di Realtà Aumentata che possa essere utilizzata anche all’interno dei luoghi espositivi e museali. Si dovrebbe basare sull’image e il pattern recognition.

Il progetto farà richiesta di finanziamenti nell’ambito del 7° programma quadro.

La scadenza per la ricerca dei partner è il 17/04/2012.

Queste sono le competenze richieste ai partner interessati:

Experts in:

  • Image and pattern recognition
  • Detection, estimation and decision theory
  • Artificial Intelligence development and modelling, Semantic web and ontologies
  • Data mining
  • Augmented reality user interfaces
  • Development for embedded (mobile) systems

 

 

Smart cities: la strategia secondo Simon Giles di Accenture

5 feb

A proposito di città del futuro, ecco un video dell’intervento che Simon Giles, responsabile worldwide per la Smart Technology Strategy di di Accenture, ha tenuto al convegno “Le città digitali. Le tecnologie Digitali come sistema nervoso per dare intelligenza e forma a una nuova idea di città” (Milano, 30 Giugno 2011).

Nel video, Giles indica le 4 direzioni strategiche verso le quali dovranno tendere i progetti che si occupano di Smart cities:

  1. meno attenzione alla tecnologia tout court per focalizzarsi maggiormente sulle domande a cui la tecnologia può dare una risposta;
  2. accento sulle persone e sul citizen engagement: i progetti dovranno avere sempre di più al centro la partecipazione delle persone, coinvolgendole anche dal punto di vista comunicativo, ossia rendendo facilmente comprensibile in che modo le smart cities potranno cambiare le loro vite
  3. business model: il modello di business deve avere un chiaro obiettivo in termini di valore aggiunto che renda anche più attrattivo l’investimento da parte di soggetti privati;
  4. integrazione dei progetti fra di loro e con i sistemi sociali ed economici in cui vanno ad inserirsi: l’ottica da adottare è quella sistemica.

Il convegno è stato organizzato da TIG (The Innovation Group), società milanese di consulenza direzionale che realizza anche grandi eventi su tematiche ‘calde’ a livello politico, industriale e amministrativo, invitando i maggiori esperti a livello internazionale.

 

Pixel liberation: pixel come display e sistemi di illuminazione urbana

3 feb

E’ un progetto dello Smart Cities Group del MIT che, a quanto si legge dal sito, è ancora in fase di prototyping. Gli autori sono Susanne Seitinger, Daniel S. Perry e il Prof. William J. Mitchell.

Si chiama “Urban Pixels” e l’idea alla base è ragionare in termini di pixel, singoli e liberati dai classici frame. Gli autori la definiscono una sorta di ‘pixel liberation’: i pixel possono essere usati nelle pareti di edifici o di qualunque costruzione urbana come sistemi di illuminazione e, contemporaneamente, come display.

Possono contenere dei brevi testi (magari indicazioni utili per le persone che vi passano davanti) oppure fungere da segnaletica di direzione anche solo illuminandosi.

In prospettiva futura sono concepiti come sistemi energetici autosufficienti, alimentati di giorno dall’energia solare che restituiscono di notte sotto forma di illuminazione urbana.

Dialogano fra di loro attraverso un sistema di R-FID.

Non so se sono riuscita a spiegare bene il progetto; il video è chiarissimo. Non è recentissimo (è stato pubblicato nel 2008), ma gli ultimi aggiornamenti del progetto risalgono all’inizio del 2011.

 

La città del futuro

3 feb

Idee, paure, prefigurazioni sulla città del futuro:

E’ un progetto sponsorizzato (guarda caso dalla SMART -la macchina-, proprio adesso che si fa un gran parlare di Smart Cities e di progetti che  finanziano idee per una città sostenibile dal punto di vista energetico, ambientale e sociale), ma il video mi piace molto.

 

Le 10 migliori (e peggiori) città del mondo

27 gen

da wikipediaInteressante saperlo, anche per progettare strategie di comunicazione e di marketing nel settore del turismo e dei beni culturali.

“Global MetroMonitor 2001″, ricerca condotta dal “Metropolitan Policy Program” della Brookings Institution, ha messo in evidenza come le città che hanno il più alto tasso di crescita si trovino in Asia e in America Latina, mentre quelle in recessione siano in Europa e in America.

Fra le peggiori spiccano molte città spagnole e anche una presenza italiana, quella di Napoli come 7° peggiore città del mondo per occupazione e per entrate economiche.

Ecco la classifica, in ordine decrescente:

  • Le migliori 10: Shangai (China), Riyadh (Saudi Arabia), Jiddah (Saudi Arabia), Izmir (Turkey), Hangzhou (China), Ankara (Turkey), Istanbul (Turkey), Shenzhen (China), Santiago (Chile), Shenyang (China),
  • Le peggiori 10: Athens (Greece), Lisbon (Portugal), Dublin (Ireland), Seville (Spain), Sacramento (California), Madrid (Spain), Naples (Italy), Barcelona (Spain), Valencia (Valencia), Richmond.

Sul sito di “The Atlantic” c’è un chiarissimo slideshow.

Dal sito della Brooking:

The Brookings Institution is a nonprofit public policy organization based in Washington, DC. Our mission is to conduct high-quality, independent research and, based on that research, to provide innovative, practical recommendations that advance three broad goals:
•    Strengthen American democracy;
•    Foster the economic and social welfare, security and opportunity of all Americans and
•    Secure a more open, safe, prosperous and cooperative international system.
Brookings is proud to be consistently ranked as the most influential, most quoted and most trusted think tank.